Murano è l’arte del vetro artistico

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L’Italia è un Paese ricco di storia, tradizioni, cultura. E’ un luogo magico e ammaliante, dove poter osservare ed imparare antiche arti e mestieri. Tra questi ve ne è uno nobile e affascinante, in cui l’arte si unisce alla chimica e che dona vita ad oggetti di rara bellezza.

Stiamo parlando del Vetro Artistico di Murano, il connubio perfetto tra storia ed innovazione, oggetti in cui ritrovare tutta la sapienza di mani abili e raffinate in cui il gusto e la qualità diventano uno dei marchi distintivi del nostro Paese nel mondo. Un buonissimo antipasto con la gransegola Proviamo ad immaginare un luogo dove tutto, forse, potrebbe accadare. Siamo a Venezia, nelle sue fiabesche lagune. Precisamente ci troviamo a Murano, un’isola della Laguna Veneta.
Benchè sia stata denominata per la prima volta solo nell’840, quest’isola ha origini molto più antiche; pare infatti sia stata fondata dai profughi di Altino, in epoca di invasioni barbariche. Un susseguirsi di eventi ci porta quindi fino al 1290, anno in cui fu decretato che tutte le vetrerie di Venezia venissero spostate a Murano a causa dei numerosi incendi (dovuti ai forni dei laboratori) che colpivano la Serenissima.

A Murano però la lavorazione del vetro era già presente da molto tempo, vi erano infatti sull’isola abili mastri vetrai che contribuirono nei secoli a rendere quest’arte famosa in tutto il mondo. Il trasferimento delle vetrerie a Murano fu positivo anche per un altro fattore. Con la presenza di tutti i laboratori su un’unica isoletta, era più facile controllare i traffici legati alla produzione del Vetro di Murano. Soprattutto però, era molto più agevole riuscire ad individuare i mastri vetrai che scappavano per esportare l’arte fuori dai confini nazionali. Qualcuno, tuttavia, vi riuscì e sembra che la nascita del “cristallo di Boemia” sia stata ispirata proprio dall’arte di alcuni mastri vetrai veneziani.
Murano arte del vetro artistico nell'isola dell'arte e della cultura venezianaL’epoca Medievale fu quindi il momento di “lancio” per Murano ed il suo vetro. Come nacque però quest’attività? Parte della storiografia narra che ad Aquilea, centro vicino a Venezia, ci fosse una grande attività di produzione vetraia. Il legame tra i due luoghi fu attestato da un documento, risalente al 982, in cui si leggeva di un mastro vetraio veneziano, Domenico. Negli anni a seguire, ulteriori documenti permisero di attestare l’importanza di Murano nell’ambito della produzione vetraia. Fu così quindi che Venezia, fino al 1300 fu l’unico centro in Europa a produrre raffinatissimi oggetti, grazie soprattutto alla presenza di Angelo Barovier, uno dei più grandi nomi del Vetro Artistico di Murano. Proprio grazie a lui ed alle sue conoscenze scientifiche, sono stati creati vetri così puri da sembrare cristalli, il lattimo ed il calcedonio.
Proseguiamo il nostro viaggio ed arriviamo al 1500, periodo in cui il Vetro di Murano vide il suo periodo di massimo splendore grazie alle conoscenze acquisite dai mastri vetrai durante tutto il ‘400. Fu proprio allora che iniziarono a delinearsi forme più essenziali e raffinate, il gusto si fece elegante e i laboratori davano vita a creazioni immortali, come i meravigliosi lampadari che ancora oggi possiamo ammirare ed i soffiati che addobbavano le tavole di tutti i nobili europei. Da questo momento in avanti i laboratori di Murano sono riusciti a ricreare nei loro prodotti tutta l’atmosfera di ogni momento storico, riportandone gusti, estetica ed interpretazioni.

L’Arte del Vetro di Murano ha conosciuto però anche dei momenti di crisi, dovuti alla concorrenza che si era scatenata a livello europeo e che mirava a togliere il primato all’Italia. Fu però, nel 1861, l’apertura del Museo Vetrario e la Scuola di disegno per vetrai, a risollevare la produzione dalla crisi da cui era stata colpita.
L’Arte non è solo sogno, impulso e creatività. Per poter arrivare a livelli d’eccellenza internazionale, ha bisogno di una tecnica studiata fin nei minimi particolari e quella del Vetro Artistico di Murano ne ha una ben precisa e molto particolare. Scopriamone ora qualche piccolo passaggio.
Innanzitutto diciamo che il vetro veneziano è sodico. Cosa vuol dire? Alla sabbia destinata a diventare vetro tramite fusione (la silice), viene aggiunta la soda che serve a farla fondere a temperature più basse. Questa preparazione veniva effettuata di sera; la notte era il momento ideale per fondere il tutto in modo da poter modellare la pasta di vetro il giorno successivo. Naturalmente, i passaggi sono molti, dalla stabilizzazione alla colorazione, la molatura e molto altro ancora, ma alcune tecniche restano ancora un segreto per i più.
Attualmente esiste una scuola per tutti coloro i quali volessero intraprendere la professione di vetrai e dedicarsi alla lavorazione del Vetro Artistico di Murano. E’ stata aperta nel 2001 ed è l’erede di quella storica fondata nel 1861. Si tratta della Scuola del Vetro “Abate Zanetti”; prevede corsi annuali e/o biennali ma anche corsi intensivi estivi durante i quali perfezionare tecniche e conoscenze acquisite.
L’arte vetraia di Murano è ancora viva e ben radicata nel territorio veneto e, grazie a recenti politiche di riqualificazioni terriotoriali, si mira sempre più a diffondere e valorizzare nel mondo i nostri marchi nazionali storici ed artistici.


Foto proveniente da: http://katiecarole.blogspot.it, http://www.murano-vetro.com
29 maggio 2017 |

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